“Be yourself no matter what they say”

da Englishman In New York di Sting (album …Nothing Like the Sun, 1987).

Bene!

Sul discorso di “chi se ne frega di cosa dicono gli altri” (…no matter what they say) siamo d’accordo, ma sul riuscire ad “essere se stessə” (be yourself…) non è detto che sia così semplice come potrebbe sembrare soprattutto se non ci si piace totalmente (interiormente e/o esteriormente); ed è ancor più difficile quando “ciò che si è” piace così tanto alla società in cui viviamo (spesso per fini utilitaristici) ma non del tutto alla nostra vera interiorità.

Cosa fare quindi?

Accettarsi, imparare a piacersi, fare pace con l’immagine che proiettiamo di noi stessə nonostante sia molto diversa da ciò che siamo veramente oppure dare avvio ad una radicale trasformazione (interiore o esteriore che sia)?

Che confusione!

Magari, partendo dal “know yourself no matter what you are supposed to be” (Conosci te stessə, non importa cosa dovresti essere) si potrebbe trovare un buon compromesso…

Chissà.

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